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celestino2Pietro Angelerio, nato agli inizi del 1200 a S.Angelo Limosano (provincia di Isernia) e noto come Pietro da Morrone, era un eremita che conduceva una vita austera ed esemplare, e veniva considerato un Santo in vita. .Grazie alla sua solitaria e penitente esistenza, vissuta in gran parte in una grotta dell’aspro monte della Maiella sopra Sulmona, e grazie soprattutto al compimento di numerosi miracoli e guarigioni, era celebre ed amato gia’ prima di divenire Papa ( aveva anche un proprio ordine religioso, “ i Celestini “ , ordine confermato nel II Concilio di Lione del 1275 da Papa Gregorio X).
Alla morte di Papa Nicolo’ IV ( Girolamo Masci papa dal 1288 al 1292), seguirono due anni di inutili conclavi. I Cardinali non si decidevano, ed erano divisi sui nomi via via indicati dalle famiglie dominanti a Roma: quelle dei Principi Colonna e Orsini, con l’unica eccezione del Cardinale Benedetto Caetani rimasto sin dall’ inizio neutrale.
Fu il Cardinal decano Latino Malabranca, che improvvisamente propose la candidatura dell’eremita Pietro da Morrone. Ai Cardinali chiusi in conclave ne esalto’ la vita ascetica e ne racconto’ i fatti miracolosi che circondavano la sua figura. Probabilmente Pietro, che aveva allora 85 anni, venne anche visto dagli elettori come un Papa di transizione, un uomo buono e ingenuo, facilmente influensabile nelle scelte politiche che di li a poco andavano fatte.
Nella speranza della imminente venuta di un “Pastore Angelico” d’un Papa cioe’ di santa vita che sarebbe venuto a riformare la Chiesa e a ridonarle la purezza evangelica, in un conclave ricco di commozione che finalmente creava una elezione “Ispirata”, i Cardinali si decisero sul nome dell’ eremita Pietro. Finalmente a Perugia, nel Conclave del 5 luglio 1294 vi fu la tanto attesa fumata bianca, e dopo 27 mesi di vacatio, i Cardinali elessero all’unanimita’ il frate Pietro da Morrone. Il 29 agosto 1294 all’Aquila avvenne l’incoronazione del nuovo Pontefice che prese il nome di Celestino V.
E’ nota la storia di questo breve pontificato, dove lo spirito puro del grande Papa eremita mal si conciliava con la sua Curia corrotta e litigiosa, una Curia romana che non nascondeva il suo malcontento per il repentino spostamento, da parte di CelestinoV, della sede Pontificale da Roma a Napoli, presso la corte del Re Carlo II d’Angio’.Ma soprattutto non vedeva di buon occhio la creazione di 12 nuovi Cardinali di cui molti francesi.
Tenenosi lontano da Roma e dalle sue influnze negative, e aumentando il numero del collegio cardinalizio, Celestino V aveva di fatto dimezzato tutti i poteri di cui fino ad allora godevano i Cardinali suoi elettori.
Timido e irresoluto, Celestino si trovo’ parecchie volte in momenti assai critici. Sempre piu’ spesso meditava l’idea di rinunciare al pontificato e finalmente dopo essersi consultato con numerosi teologi e giuristi indisse a Napoli, presso il Maschio Angioino, un Concistoro ove il 13 dicembre 1294 lesse l’atto di rinuncia.
Subito dopo, nella stessa sede si riuni’ il Conclave e il 24 dicembre 1294 venne eletto Papa Benedetto Caetani che prese il nome di Bonifacio VIII.
Da quale momento, la libera esistenza di Pietro da Morrone per mesi si consumo’ da una fuga all’altra, fino a quando fu ritrovato e catturato in Puglia, a Vieste, mentre su una fragile barca tentava di trasferirsi in Grecia per unirsi a una comunita’ di eremiti.
Venne subito riconsegnato nelle mani di Bonifacio VIII, che con Celestino V libero e in fuga temeva una sua strumentalizzazione che avrebbe condotto ad uno scisma da parte dei nemici della Chiesa.
Inizialmente Il Caetani tenne Celestino presso di se in breve e celata dimora in Anagni.
Si racconta che, durante l’ultimo colloquio che ebbe con Bonifacio VIII, Celestino V pronuncio’ la terribile profezia: “Nel papato sei entrato come la volpe, regnerai come il leone, morirai come il cane”. Il destino di Bonifacio VIII, previsto da Celestino V, si realizzo’ appieno quando, verso la fine del suo papato, lo stesso Caetani subi’ l’incancellabile insulto del Nogaret e dello Sciarra Colonna con il c.d. “ Schiaffo d’Anagni”.
Infine Bonifacio si decise a farlo uscire per sempre dal contatto con il mondo e, in una notte dell’agosto del 1295, lo fece tradurre nascostamente nella Rocca di Fumone sotto scorta di sei cavalieri e trenta uomini d’arme.
Il 19 maggio 1296 il Santo Papa veniva a mancare dopo dieci mesi di misera prigionia.
La sua cella (che viene tutt’ora custodita dai Marchesi Longhi de Paolis e venerata da migliaia di devoti ogni anno) lo costringeva quando dormiva a poggiare il capo nel luogo stesso ove poggiava i piedi quando celebrava la messa.
In occasione dell’agonia di Celestino V si verifico’ un portento di dimensioni straordinarie che ne preannunzio’ la morte: l’apparizione di una croce splendente rimasta pendente per lungo tempo in aria sulla porta della cella ove dormiva ed era rinchiuso.
Ne deposero moltissimi testimoni oculari nel processo di canonizzazione di Celestino, ordinato da Clemente V nel 1313, ma sopratutto Riccardo di Bellegra, che serviva il prigioniero nella celebrazione degli offici divini, Nicolo’ Verticello, canonico di Napoli, e due Cavalieri, al soldo del Custode di Fumone Marco Tullio Longhi, che lo tennero in custodia vigilando giorno e notte: Gregorio e Landolfo di Rinaldo di Selva Molle, entrambi Cavalieri di Ferentino e Signori di un castello presso Frosinone, detto ora “Selva dei muli”.
Le spoglie del santo furono portate in un primo tempo nella chiesa di S. Antonio a Ferentino e nel 1327, furono occultate dai monaci celestini e trasportate nella citta’ dell’Aquila, nell’Abbazia di Collemaggio, da lui edificata, dove ancora si trovano.
Egli fu fatto Santo da Clemente V ( Bertrand de Got, Papa dal 1305 al 1314) il 13 maggio 1313 e nel 1668 Clemente I X (Giulio Rospigliosi, Papa dal 1667 al 1669) ne ammise il culto nella chiesa universale.

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